L'anno scorso sono stati 210 i giovani affidati in Ticino
E a volte al minore
serve un'altra famiglia
ANDREA BERTAGNI


Qui non ci sono matrigne. Né patrigni. Ma nuovi, spesso provvisori genitori. Coppie che si fanno carico di bambini quando il loro benessere - dice la norma - è minacciato. È l’affido che riguarda i ragazzi o bambini "collocati", come si dice, in un’altra famiglia. O, se ciò non fosse possibile, in un centro educativo. Nel 2018 in Ticino sono stati 210 i giovani affidati a 174 famiglie, mentre sono state 67 le procedure aperte. Sono i dati dell’ufficio dell’aiuto e della protezione del Dipartimento della sanità e della socialità, cui spetta l’applicazione della legge sulle famiglie.
In realtà l’affidamento familiare si distingue in due tipologie: l’affido Sos e l’affido family. Il primo subentra nei casi di emergenza, dove l’allontanamento del minore deve essere effettuato immediatamente, per salvaguardare la sua sicurezza e integrità. Un’urgenza che si ripercuote sulle famiglie affidatarie Sos, alle quali viene richiesta flessibilità̀ e disponibilità con un preavviso massimo di 72 ore. Dovrebbe concludersi entro tre mesi, durante i quali viene definito il progetto educativo a lungo termine del minore, valutando la soluzione più adeguata alle sue esigenze: famiglia affidataria family, centro educativo minorile, rientro nella famiglia naturale.
A differenza dell’affido Sos, quello family ha una durata cosiddetta temporanea, a medio-lungo termine; l’inserimento del minore nel nuovo nucleo avviene gradualmente, strutturando un progetto di avvicinamento e conoscenza con la famiglia che lo accoglierà.
Chi decide se e quando un ragazzo debba essere allontanato dai genitori? Non esiste un’unica regola. La misura può essere scelta dai genitori biologici che ammettono e riconoscono le difficoltà presenti nel proprio nucleo familiare.
In altri casi possono intervenire le Autorità regionali di protezione (Arp). Succede quando i genitori non sono in grado di esercitare l’autorità parentale o non si sono presi cura seriamente e in maniera responsabile del figlio. Di norma si procede in seguito alla nomina di un tutore.
L’affido familiare in tutti i casi si situa all’ultimo posto della scala dei provvedimenti di protezione nei confronti di famiglie e minorenni in difficoltà. Prima c’è l’intervento del servizio sociale individuale, quello educativo e le misure di accoglienza delle famiglie.

an.b.
07.07.2019


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