Più denunce in Svizzera per violenze sui quattrozampe
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Animali maltrattati,
aumentano le multe
PATRIZIA GUENZI


Tenere adeguatamente conto dei loro bisogni". Così si legge tra i vari articoli della legge federale sulla protezione degli animali. Un concetto importante. Significa rispettarli, garantire loro acqua e cibo ma anche tempo, non maltrattarli, non ferirli e non stressarli. Detto in due parole, vuol dire mettersi costantemente nei panni del cane, del gatto o di qualsiasi altra bestiola che ci siamo portati a casa, spesso senza aver verificato prima le nostre reali capacità di farci carico di un altro essere vivente. Non per niente, dando un’occhiata alle multe inflitte lo scorso anno a livello nazionale, emergono veri e propri abusi. Un aumento dei maltrattamenti in generale, confermato anche dal veterinario cantonale, Luca Bacciarini. Senza dire dei tanti cani importati dall’estero, soprattutto dai Paesi dell’Est. A volte con documenti contraffatti o affetti da patologie. "Il rischio principale è la rabbia, che ancora provoca 55-60mila decessi nel mondo, la maggior parte bambini", avverte Bacciarini, che sottolinea l’enorme numero di cani che vivono in Ticino, 31mila, il secondo cantone più popoloso del Paese paragonato al numero di abitanti (il primo è il Giura).
Tornando ai maltrattamenti, seppur proibito in Svizzera, c’è ancora chi utilizza il collare elettrico, quello agli ultrasuoni o altri dispositivi per impedire al cane di abbaiare. Con l’idea che possa essere un efficace metodo educativo per tranquillizzare un cane "agitato". La legge prevede delle eccezioni, autorizzate, e solo per uno scopo terapeutico e su richiesta di persone formate. Gli abusi sono condannati, anche penalmente. "L’assurdo è che non è vietata l’importazione, la vendita e il possesso di questi ‘aggeggi’", osserva Bacciarini. Insensato. Eppure così è.
Infatti nel 2018 numerose sono state le sanzioni trasmesse all’Ufficio federale di veterinaria a Berna. Il veterinario cantonale di Neuchâtel, ad esempio, ha inflitto ad un proprietario una multa di 300 franchi nel marzo del 2018 per aver messo attorno al collo di un molosso di 7 anni un collare che ad ogni abbaio scaricava corrente elettrica. Ancora più grave, un procuratore del canton Glaris ha multato una coppia che camminava con tre cani, uno di questi munito di un collare modello standard, di quelli che possono provocare dolori a volte anche insopportabili e potenzialmente in grado di ferire gravemente l’animale. L’uomo teneva in tasca il telecomando con cui innescava la scarica. Mille franchi di multa. "Se il cane continua ad abbaiare c’è un problema di fondo. E va risolto in un altro modo, non certo con un collare elettrico o di quelli che rilasciano la citronella, una sostanza che dà estremamente fastidio all’animale", dice Bacciarini. I metodi educativi non si improvvisano. E soprattutto non possono essere coercitivi. Il cane va educato, con pazienza, amore e metodo.
Purtroppo, tra le varie "tecniche" educative, esistono altri mezzi di controllo vietati dalla legge sulla protezione degli animali. Ce n’è anche per i gatti, le recinzioni elettrificate, ad esempio, oppure dei collarini che se il micio esce da un perimetro delimitato provocano delle scariche elettriche. Anche in questi casi scattano le multe, almeno 300 franchi.

p.g.
14.07.2019


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