La rabbia è il pericolo principale se il cane è importato
Adottare un animale
comporta dei rischi
PATRIZIA GUENZI


Sempre peggio. Sul fronte della rabbia c’è poco da stare tranquilli. Numerosi i cani importati illegalmente in Svizzera, con documenti falsificati in modo così perfetto da essere difficilmente identificati. Il che fa pensare ad un’organizzazione, un gruppo di persone abili che sanno perfettamente come muoversi e lucrare con la vendita di cuccioli. Spesso malati, o troppo giovani per poter rispettare i requisiti sanitari per l’importazione di animali da compagnia da Paesi terzi. Che non è proibita, sia chiaro, ma a patto di rispettare seriamente tutta una serie di precise condizioni sanitarie.
È bene ripetere che la rabbia è una malattia mortale che si trasmette anche all’uomo da cani, gatti e furetti. Come scrive l’Ufficio federale di veterinaria (Usav) sul suo sito: "Se non è trattata tempestivamente, questa malattia ha pressoché sempre esito letale". E allora perché rischiare? L’Usav ricorda infatti che, per la sicurezza dei proprietari, gli animali possono essere posti sotto sequestro se non soddisfano le disposizioni previste. Questo rigore nei confronti di una malattia letale è comprensibile e ci impone di informarci bene quando varchiamo la frontiera con un animale domestico, perché secondo il Paese di destinazione (e poi di rientro in Svizzera) vigono precise e insindacabili regole. 
È capitato recentemente con la piccola Laika, un pastore dell’Est di cinque mesi che inizialmente per le autorità cantonali era da sopprimere, salvo poi arrivare a una soluzione: l’Ufficio del veterinario cantonale ha deciso di "rimpatriare" il cucciolo per effettuare i controlli e le vaccinazioni necessarie. Solo dopo potrà rientrare in Ticino. E come Laika tanti sono i cani potenzialmente a rischio che ogni anno varcano comunque i confini cantonali. Complice l’egoismo di alcuni che così facendo mettono in pericolo la salute di tutti.
14.07.2019


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