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Molte fiori e piante sono un pericolo per i cani e i gatti
Immagini articolo
Se quel verde minaccia
i nostri 'pet' domestici
PATRIZIA GUENZI


Agrifoglio, ortensia, ficus, edera, glicine, vischio, mughetto, papavero, azalea, calla, giacinto, giglio, rosa di Natale… Piante e fiori potenzialmente molto pericolose per gli animali domestici. Quando si convive con un quattrozampe bisogna fare molta attenzione prima di arredare di verde l’appartamento. Possono intossicare, persino uccidere, un animale. E pericolose sembrano essere proprio le piante ornamentali più diffuse. Alcune di queste insospettabili. Come il tulipano, che contiene un allergene che alle persone può causare prurito ma agli animali reazioni ben più pesanti, come vomito, diarrea, ipersalivazione e depressione. O il rododendro, un sempreverde da esterno che forma grossi cespugli e le cui foglie sono molto tossiche. Se ingerite da un cane o un gatto, possono dare gravi problemi all’apparato digerente, aritmie cardiache, tremori. Nei casi più gravi convulsioni, coma e morte. Anche la benefica (per noi) Aloe Vera, regina incontrastata delle piante medicinali, se il cane ne ingerisce alcune foglie potrebbero provocargli forte diarrea e bisogno impellente di fare pipì. Alcune piante contengono lattice e possono causare gengiviti o congiuntivite.
Vero è che, per quanto riguarda il cane, la sua dieta contiene sufficienti fibre. Le piante, quindi, non dovrebbero interessarlo. Tuttavia, alcuni cani hanno questa (brutta) abitudine, soprattutto i cuccioli che amano esplorare e assaporare nuovi gusti e masticare qualsiasi cosa, soprattutto durante la fase di dentizione. Per non parlare dei gatti che adorano ficcarsi dentro i vasi, strappare, odorare e leccare. Curiosi per natura devono controllare tutto. Ma spesso piante e fiori risultano dei veri e propri killer per loro.
Una buona misura precauzionale è quella, in generale, di non lasciare le piante a disposizione degli animali domestici. Tenendole ad esempio appese o facendo in modo che non siano facilmente raggiungibili. Se proprio qualche pianta potenzialmente tossica in casa c’è, buona regola è, oltre a  tenerle il più lontano possibile dagli animali, lavarsi sempre bene le mani dopo averle toccate. La stessa cosa dopo essere stati in giardino (sempre con i guanti), per cui è bene anche proteggere le piante da eventuali assalti degli animali domestici, oppure spruzzarle con repellenti che aiutino a tenerli lontani. Durante le passeggiate bisogna prestare attenzione a dove mette il muso il cane e impeditegli di mangiare fiori o piante selvatiche.
Solitamente i sintomi di un avvelenamento sono piuttosto evidenti: disturbi digestivi: vomito, salivazione grave, diarrea, gastroenterite emorragica; disturbi nervosi: paralisi, tremori, convulsioni, coma…. Possono anche subentrare insufficienza renale e cardiaca.
Che fare quando c’è la certezza che l’animale ha ingerito qualcosa di velenoso? Consultare immediatamente il veterinario e indicare il nome della pianta. Nel frattempo, non fare vomitare l’animale, non dargli né da mangiare né da bere, né somministrargli alcun farmaco.
p.g.
06.10.2019


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