Ultima puntata del viaggio tra i bar specchio di cultura
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I giovani caffè di Berna
che guardano al futuro
NATASHA FIORETTI DA BERNA


Questa serie è iniziata partendo da una constatazione molto semplice: quanto è bello lavorare nei caffè. Per molti non solo è bello è un’esigenza. Guardate come si sta trasformando la nostra società, come sta cambiando il mondo del lavoro. Sempre di più oggi nascono nuove realtà indipendenti che hanno bisogno di un appoggio per poter contare sull’infrastruttura necessaria a costi contenuti. Sempre di più oggi le persone diventano imprenditrici di sé stesse, lavorano in modo autonomo offrendo il loro know-how e i loro servizi. Pensate soltanto a tutti quelli che perdono il lavoro e ad un certo punto della loro vita si reinventano d’accapo. O ai giovani che creano delle start up. E non è solo una questione di opportunità ma è una questione di concetto per cui la topografia del lavoro sta cambiando sovvertendo strutture gerarchiche e modalità che hanno funzionato per decenni. La vita di tanti professionisti provenienti dai più disparati settori oggi è caratterizzata da tre parole chiave in particolare: mobilità, sostenibilità e creatività. Concludiamo il nostro viaggio attraverso i caffè della Svizzera approdando a Berna e raccontandovi una realtà che ci indica la via per il prossimo futuro.

L’ambiente lavorativo del futuro assomiglierà sempre di più al Kaffeebar & Coworking Space Effinger al numero 10 di Effingerstrasse a Berna nel quartiere Monbijou. Si trova a pochi metri dal teatro, vicinissimo al Kocher Park e a soli 15 minuti a piedi dalla stazione centrale, da Palazzo Federale e dall’Università. Dal 10 marzo 2016 i bernesi hanno un caffè di nuova generazione e un coworking space, due posti in uno, su cui poter contare e, soprattutto, in cui potersi sentire a casa. La parola che meglio connota questo progetto nato da un gruppo di giovani imprenditori già impegnati su altri fronti che qui hanno voluto investire ciascuno il 10% delle loro risorse è sicuramente condivisione. Il loro progetto è figlio della sharing economy dunque favorisce l’idea di riutilizzo e adesione attraverso l’impiego delle nuove tecnologie.
Effinger e i suoi fondatori mirano a promuovere un’economia di tipo circolare in cui diversi profili umani e professionali mettono a disposizione le loro competenze, il loro tempo, le loro conoscenze al fine di creare legami, scambi e progetti virtuosi in un ambiente fresco senza strutture verticali. L’idea è quella  di incentivare stili di vita differenti che mirano ad instaurare rapporti e relazioni umane differenti puntando al risparmio o alla ridistribuzione del denaro, incentivando la condivisione anziché la proprietà singola, promuovendo la socializzazione e avendo a cuore la salvaguardia dell’ambiente. Anche Effinger, come alcuni caffè basilesi che abbiamo raccontato la scorsa settimana, è nato grazie alla raccolta fondi lanciata sulla piattaforma di crowdfunding Wemakeit. In sei mesi il progetto ha convinto 239 sostenitori e ha raccolto più di 30.000 franchi utilizzati per acquistare tavoli e sedie per lo spazio coworking, la macchina da caffè per il bar, i mobili per l’atelier, realizzare le decorazioni sui muri, acquistare l’impianto stereo e l’arredamento per la sala dedicata ai workshop. A seconda del loro impegno i sostenitori hanno ricevuto delle ricompense come una bag fashion realizzata dall’atelier del locale o caffè pagati per un mese.
Nel descrivere il progetto i fondatori parlano di un luogo che possa dare ospitalità e far sentire a casa giovani imprenditori, creativi, artigiani, bernesi, viaggiatori, amanti del caffè, promotori culturali, designer e tutti coloro che vogliono trasformare, migliorare il mondo nel quale viviamo. Il locale si estende su una superficie di 300 metri quadri e ciò che lo caratterizza a partire dal salone del caffè fino allo spazio coworking è l’atmosfera positiva e solare che si respira, il colore giallo e verde alle pareti, la luminosità del luogo incentivano la concentrazione.
Dentro e intorno a Effinger, che proprio quest’anno ha compiuto tre anni, vive una comunità di persone che fa della diversità il suo tratto distintivo e il suo valore aggiunto. Il progetto si fonda su dieci principi, tra questi gratitudine per quello che si fa e per le persone che condividono gli spazi, fiducia negli altri e nelle loro capacità, trasparenza nella comunicazione e nelle azioni, anticonformismo, diversità e interezza per cui l’essere umano insieme viene visto nel suo insieme e non in base alle sue funzioni.
Ah, dimenticavamo, da Effinger fanno dei cappuccini strepitosi!
(5 - fine / Le precedenti puntate sono state pubblicate il 6, 13, 20, 27 ottobre)
03.11.2019


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