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La blogger Martina Gamboni si diverte a recensirle
"Le mie bibliocabine
tutte su Instagram"
ANDREA BERTAGNI


"Oggi siamo arrivati a 84". È orgogliosa Martina Gamboni della sua pagina Instagram "cultura.a.spasso.ticino", che fornisce il numero delle bibliocabine recensite e "mappate" sulla pagina del social network dagli stessi utenti della piattaforma. Da inizio anno si stanno appassionando a fotografare un fenomeno che non sembra conoscere fine. "Ogni quartiere oggi ha la sua bibliocabina - dice Gamboni -, ognuna è unica per colore, arredamento, scelta di libri. Tutte hanno attorno vivacissime comunità".
Da dove nasce l’idea di "mappare" le bibliocabine?
"Avevo una pagina Instagram personale nella quale postavo le foto degli eventi culturali a cui partecipavo. Poi, un’amica mi ha consigliato di aprire un profilo pubblico e a poco a poco gli utenti hanno cominciato a mandare le loro foto. Da questa esperienza mi è venuta l’idea di creare uno spazio solo per le bibliocabine".
Oggi la pagina è seguita da oltre mille persone. Un successo?
"Ho avuto un riscontro che davvero non mi aspettavo. Credo che il segreto sia lo scambio di foto e commenti con gli utenti e l’aspetto ludico di ‘andare a caccia’ di bibliocabine".
In che senso a caccia?
"Io le chiamo bibliomissioni. Siccome ce n’è davvero tante, gli utenti si divertono ad andare a cercarle e a fotografarle. L’ampiezza del fenomeno è rilevante. Anche perché esistono differenti gestori: dal comune alle associazioni ai privati".
Anche i privati?
"Sì, soprattutto per quanto riguarda le bibliocassette. Dalla forma base di una bucalettere, si sviluppano con tettucci, vetrine e qualsiasi espediente venga in mente ai loro proprietari. Che le piazzano sui loro terreni".
Come spiega tanto interesse per le bibliocabine?
"Alla base c’è l’idea di ridare vita a un libro, è come dargli una seconda possibilità. In questo senso il desiderio è quello di consigliare una lettura. Ma ci sono anche scrittori che lasciano le proprie opere con la speranza che vengano lette e apprezzate".
C’è anche un’altra spiegazione?
"Molto spesso attorno alla bibliocabina nasce e si sviluppa una microcomunità di persone. Diventa una sorta di piazza, di luogo di incontro".
10.11.2019


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