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Le cantilene fanno entrare in contatto con altre società
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Le culture del mondo
...nelle filastrocche
ROSELINA SALEMI


Ambarabà ciccì coccò/ tre civette sul comò/che facevano l’amore/ con la figlia del dottore/ il dottore si ammalò/ ambarabà ciccì coccò!". Quante volte l’abbiamo sentita, questa e altre filastrocche? Fanno parte della nostra storia. Non solo. Certe volte entriamo in contatto con una cultura più curiosando nella vita quotidiana che leggendo interi trattati. Vale anche per le filastrocche, genere trasversale, universale.
Il team di Babbel, App che aiuta imparare le lingue online, le ha analizzate. Crudeli, scorrette o spaventose, possono sembrare senza senso, ma hanno radici profonde. Prendiamo "Ambarabà ciccì coccò".  Per il linguista Vermondo Brugnatelli l’incipit ha origine da una conta infantile in latino: "HANC PARA AB HAC, QUIDQUID QUODQUOD". Ma per il resto della sestina potremmo arrivare all’inizio del ‘700, quando è apparsa la parola italianizzata "commode" e cioè "comò". Umberto Eco ci ha scritto uno dei suoi saggi semiseri.
Che cosa sono le civette? Simboli di saggezza, legati alla dea Atena oppure messaggeri di Ecate, patrona di spettri e streghe. Ogni filastrocca dà voce alle paure o cerca di esorcizzarle, ma soprattutto trasmette messaggi. Benedetta Montagnoli, product manager nel team di Linguistica computazionale di Babbel ed esperta di glottodidattica, spiega: "Nei tempi in cui la tradizione orale era più forte, ogni cultura trasmetteva di generazione in generazione le caratteristiche della propria società. Quale mezzo migliore delle filastrocche imparate da bambini? Leggere in altre lingue ci accompagna alla scoperta di società diverse dalla nostra, ci rivela le loro caratteristiche più profonde".
Non è soltanto folclore. In Spagna e in America Latina le mamme cantano "dormi bambino, dormi già/ che viene il ‘coco’ e ti prenderà/ che viene il ‘coco’ e ti mangerà". Un po’ come il nostro Uomo Nero che fa spaventare i bambini. O la Cuoca Nera, nemesi di Oskar nel capolavoro di Günter Grass "Il tamburo di latta". Tutto può diventare filastrocca. Come quella tedesca, nata durante la seconda guerra mondiale, "Vola maggiolino, il papà è in guerra, la mamma è in Pomerania...". La Pomerania orientale è stata oggetto di contesa dal 1939. Il maggiolino, a volte sostituito da una coccinella, disinnesca l’orrore: si può fuggire, come un minuscolo, fortunato insetto dalla Pomerania in fiamme. Mentre una filastrocca brasiliana ("Il garofano ha litigato con la rosa, sotto un balcone/ Il garofano è stato ferito e la rosa ha perso i petali/ Il garofano si è ammalato e la rosa è andata a trovarlo/ Il garofano è svenuto e la rosa ha cominciato a piangere") parla di violenza domestica usando la metafora del giardino, e anzi ne testimonia la normalità, tanto poi c’è il lieto fine: "La rosa ha fatto una serenata/ il garofano la stava spiando/ e i fiori hanno fatto una festa/ perché i due si sarebbero sposati".
Ci sono filastrocche antichissime che inneggiano al tabacco e altre, contemporanee, che parlano di inclusione e tolleranza ("Filastrocche per sentirsi grandi" di Reno Brandoni, appena uscito da Curci). Chissà se quelle moderne entreranno nell’immaginario collettivo, per far passare messaggi nuovi. Forse l’Uomo Nero non farà più paura.


Spagna e America Latina
El Coco, "l’uomo nero"
Duérmete niño
Duérmete ya
Que viene el coco
Y te llevará.
Duérmete niño
Duérmete ya
Que viene el coco
Y te comerá.

Traduzione
Dormi bambino, dormi già,
che viene il "coco" e ti prenderà.
Dormi bambino, dormi già,
che viene il "coco" e ti mangerà.

In Spagna e in America Latina, come in Italia, si evoca l’Uomo Nero per spaventare i bambini e per farli andare a dormire. Il "Coco" infatti li porta via e li divora se non si comportano bene. Un po’ come la filastrocca "Ninna Nanna Ninna oh, questo bimbo a chi lo do?", in cui il bimbo viene consegnato  a vari personaggi tra cui appunto, l’Uomo Nero. Secondo alcune versioni, l’Uomo nero, el "coco", rimanda a "Cus", figlio di Cam, capostipite del ramo africano. Altre versioni vedono nel Coco un essere misterioso che dalla Spagna e dal Portogallo arriva in Sudamerica durante la colonizzazione. Il nome deriverebbe da "cocco" (frutto che può ricordare un teschio) o appunto "teschio".


Germania
Le conseguenze della guerra
Maikäfer, flieg
Der Vater ist im Krieg
Die Mutter ist in Pommerland
Pommerland ist abgebrannt
Maikäfer, flieg

Traduzione
Vola maggiolino,
il papà è in guerra,
la mamma è in Pomerania,
la Pomerania è bruciata,
vola maggiolino.

Queste rime sono nate durante la seconda guerra mondiale. Con "Pommerland" si intende la Bundesland "Pommern", la Pomerania, la regione tedesca la cui parte orientale è stata annessa alla Polonia.
Il maggiolino, in alcuni casi sostituito da una coccinella (Marienkäfer), riporta all’uso, comune tra i bambini, di catturarle per poi lasciarle andare.


Francia
Il vecchio vizio del fumo
J’ai du bon tabac
dans ma tabatière
J’ai du bon tabac
tu n’en auras pas
J’en ai du fin et du bien râpé
Mais ce n’est pas
pour ton vilain nez
J’ai du bon tabac
dans ma tabatière
J’ai du bon tabac
tu n’en auras pas

Traduzione
Ho del buon tabacco nella mia
tabacchiera, ho del buon tabacco
ma tu non ne avrai neanche un
po’. Ne ho di buona qualità e
ben sminuzzato, ma non è per il
tuo brutto naso. Ho del buon
tabacco nella mia tabacchiera,
ho del buon tabacco ma tu non
ne avrai neanche un po’.

Questa canzone per bambini mostra come il tabacco facesse parte della vita quotidiana entrando addirittura in una filastrocca cantata nelle scuole e negli asili. Appare nel 1733, in un concerto comico scritto da Michel Corrette.


Brasile
La "normalità" della violenza
O cravo brigou com a rosa
Debaixo de uma sacada
O cravo saiu ferido
E a rosa despedaçada
O cravo ficou doente
E a rosa foi visitar

O cravo teve um desmaio
E a rosa pôs-se a chorar
A rosa fez serenata
O cravo foi espiar
E as flores fizeram festa
Porque eles vão se casar

Traduzione
Il garofano ha litigato con la rosa, sotto un balcone. Il garofano è stato ferito e la rosa ha perso i petali. Il garofano si è ammalato e la rosa è andata a trovarlo. Il garofano è svenuto e la rosa ha cominciato a piangere. La rosa ha fatto una serenata, il garofano la stava spiando e i fiori hanno fatto una festa perché (i due) si sarebbero sposati.
Si "litiga", ci si ferisce (anche fisicamente) ma alla fine ci si vuol bene e tutti sono felici e contenti. La canzone dimostra come un certo grado di violenza nella coppia sia considerato normale.


Inghilterra
L’alcol, la monarchia e il destino del re
Jack and Jll went up the hill
To fetch a pail of water.
Jack fell downand broke his crown,
And Jill came tumbling after.
Up Jack got, and home did trot,
As fast as he could caper,
He went to bed to mend his head,
With vinegar and brown paper

Traduzione
Jack e Jill sono saliti sulla collina
per prendere un secchio d’acqua.
Jack è caduto e ha rotto la sua
corona e Jill gli è rotolata dietro.
Jack si è rialzato ed è corso a
casa, più veloce che poteva.
È andato a letto per guarire la
ferita alla testa con aceto e carta
da pacchi.

Jack e Jill corrispondono ai nostri Tizio e Caio. Il significato della filastrocca si fa risalire all’editto del Re Carlo I d’Inghilterra. Il Parlamento gli bloccò un aumento della tassa sui liquidi e lui decise di ridurre il volume del "Jack" (un ottavo di pinta), eludendo il divieto. La "corona" indica la linea che marca il bicchiere delle pinte. Il "Jill" si riferirebbe al "Gill", cioè un quarto di pinta, che diminuì a sua volta. Come gli inglesi abbiano preso la decisione (stesso prezzo, meno birra) si è visto dal destino del Re.
24.11.2019


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