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Nel Barometro sulle apprensioni anche i rapporti europei
Tra amore e odio l'Ue
è ritenuta importante
ANDREA BERTAGNI


Ambivalente e complicato. Il rapporto degli svizzeri con l’Unione europea (Ue) non è in cima alle preoccupazioni e alle aspettative ma rimane rilevante. Anche perché se ne discute da decenni. E ultimanente è tornato alla ribalta, con l’accordo quadro istituzionale. Ancora fermo al palo. Almeno fino al 17 maggio 2020, quando si voterà sull’iniziativa Udc contro gli accordi bilaterali.
Dal barometro sulle apprensioni Credit Suisse (vedi articolo principale) emerge che una vasta maggioranza, il 76%, è consapevole che le relazioni con l’Ue sono importanti o molto importanti, ma nello stesso tempo il 60% ritiene che è probabilmente o sicuramente possibile trovare alternative alle relazioni commerciali con l’Ue, puntando ad esempio su Cina e Usa.
Un’ambivalenza di opinioni che spiazza l’istuto bancario, secondo il quale la Svizzera non ha altri partner che per importanza si avvicinano anche solo lontanamente agli Stati membri dell’Unione. Anche alcune regioni mondiali, come l’Asia, stanno diventanto sempre più importanti. Dall’Ue, ricorda la banca, vengono importate il 62% di tutte le merci, mentre verso l’Unione europea le esportazioni sono il 44% del totale.
Importante, ma non unica. È dunque questa l’opinone degli svizzeri intervistati da Credit Suisse sull’Europa. Tanto più che l’Unione, sempre secondo il sondaggio, negli ultimi 12 mesi si è indebolita per il 65% degli interpellati. Ecco perché per un terzo di loro le relazioni commerciali dovrebbero essere ridotte e mirate o, in alternativa, mantenute come oggi. A chiedere un deciso passo avanti è però ancora la maggioranza degli svizzeri, secondo l’indagine. Il 63% dei quali reputa necessario continuare con i trattati bilaterali ampliandoli con l’accordo quadro istituzionale. Un accordo che oggi è però ancora fermo alle trattative e alle discussioni. Per sbloccarlo la Svizzera, secondo gli intervistati, potrebbe tranquillamente scendere a compromessi in tema di protezione salariale. Non così per altri due temi anch’essi molto dibattuti: l’adeguamento del diritto previdenziale e la ricezione automatica del diritto e dell’assoggettamento a un tribunale arbitrale.
an.b.
22.12.2019


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