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6/ L'altro modo di leggere, ovvero viaggio fra gli scaffali
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Ma che bella libreria
al 203/206 di Piccadilliy
NATASCHA FIORETTI DA LONDRA


Google può darti centomila risposte, il librario è in grado di darti l’unica che ti serve" dice Neil Gainman, giornalistae scrittore. Entrare in una libreria e trovare persone competenti e attente in grado di consigliarti rimane oggi ancora un valore aggiunto irrinunciabile per chi ama questi luoghi fatti di scaffali e di libri e sempre di più anche di molto altro. Dice bene l’autrice americana Nicole Krauss "oggi entrare in una moderna libreria è un po’come osservare una singola fotografia in mezzo a un numero infinito di possibili fotografie in grado di ritrarre il mondo: offre al lettore una cornice, una selezione, un punto di vista. Immersi negli schermi dei nostri telefoni, distratti dalla serie online, sempre di più siamo alla ricerca di luoghi fisici ibridi dove incontrarsi, trascorrere del tempo di qualità, fare esperienze uniche, trovare il libro adatto a noi e bere un buon caffè o, nel caso della puntata di oggi, il tè inglese del pomeriggio servito in una teiera di fine porcellana bianca decorata coni personaggi di Alice nel paese delle meraviglie.


Nel corso degli Anni 80, per l’idea e lo spirito imprenditoriale di Tim Waterstone, da una piccola libreria indipendente è nata l’omonima catena libraria Waterstones, oggi un’icona culturale del panorama britannico inglese con 280 librerie in tutto il Paese e 3000 librai competenti pronti a consigliare i loro clienti. La più grande non solo di Londra ma di tutta Europa si trova trova al numero 203/206 di Piccadilly, a pochi passi da Piccadilly Circus e non lontano dalla Swiss Court in Leicester Square. L’edificio in stile art deco progettato dall’architetto Joseph Emerson che ha aperto per la prima volta i battenti nel 1936 ospitando i capi della casa di moda Simpsons oggi suddivisi su sei piani ospita 200.000 titoli, un’ampia sezione dedicata interamente ai libri per bambini, un bar con vista sulla città e due caffè, uno più bello e accogliente dell’altro.
Ogni piano ha il suo consiglio letterario, Waterstones stila una propria classifica mensile e annuale dei libri che vale la pena leggere e molti di questi divengono dei bestseller. Al momento nel settore di narrativa campeggia The Boy, the Mole, the Fox and the Horse in cui una scrittura calligrafica unita alle poetiche illustrazioni di Charlie Mackesy raccontano l’intima e gentile storia di amicizia tra un ragazzo, una talpa, una volpe e un cavallo. Nel reparto di saggistica viene invece consigliato il libro di Kate Murphy, giornalista del New York Times, sull’importanza della capacità di ascolto nell’era digitale.
Le librerie Waterstones che inizialmente hanno contribuito a far chiudere cinquento librerie indipendenti e negli anni hanno cambiato proprietario tre volte (oggi sono  dell’hedge fund Elliott Advisors) hanno un segreto: James Daunt. Fondatore delle librerie indipendenti Daunt Bookstore, la prima nel 1990 è stata quella di viaggio al numero 84 di Marylebone nel piccolo ed elegante quartiere non lontano dal museo di Sherlock Holmes in Baker Street, James Daunt è stato chiamato alla guida di Waterstones nel 2011. Nella sua strategia le librerie Waterstones dovevano essere una riproduzione in serie ma ognuna connotata da una forte identità e, soprattutto, da un legame stretto e sincero con il contesto urbano e cittadino di riferimento. Per questo i librai, sempre altamente qualificati e molto cortesi, hanno carta bianca nell’arredare e caratterizzare i proprio spazi, vetrine e scaffali. Come Kurde Atfield di origine irachena che dal 1999 si occupa della libreria Waterstones a Horsham e non si è mai sentita chiedere il perché dei libri che decide di mettere in vetrina o di avere in assortimento. In altre parole alcuni spazi sono più ampi e moderni, altri più raccolti e tradizionali, altri ancora più orientati ad accogliere giovani e studenti con postazioni e attacchi per pc e telefoni. I giovani che oggi trascorrono qui il loro tempo e si avvicinano ai libri torneranno ad acquistare i libri quando saranno adulti. Per stare sul mercato e arginare concorrenti come Amazon, Waterstones da tempo è diventata anche una libreria digitale. Sul sito si trovano libri, oggettistica, idee regalo, articoli di cartoleria ma anche podcast tematici e incontri con gli autori da ascoltare, oltre al ricco calendario di appuntamenti da non perdere in libreria e una rivista mensile. Si possono anche ordinare i libri sul sito e ritirarli nella libreria più vicina.
Benchè in Inghilterra negli ultimi anni il mercato librario abbia registrato un declino graduale dato proprio dalla perdita di clienti in libreria, gli sforzi fatti per coinvolgere maggiormente i lettori, uniti ad un leggero rialzo dei prezzi, hanno dato risultati incoraggianti. Lo confermano anche i dati dell’agenzia Kantar Media: il 51% degli adulti legge almeno un libro all’anno, di questi il 34% - i cosidetti lettori forti - leggono dieci o più libri. Resta comunque il fatto che il mercato non raggiuge i successi del passato e questo vale anche per Waterstones che dieci anni fa incassava quasi mezzo miliardo di sterline l’anno mentre oggi, in tempi di ripresa e di espansione (nel 2019 ha acquistato la catena libraria Barnes and Noble negli Stati Uniti) non raggiunge i 400 milioni di sterline.
(6 - fine)
01.03.2020


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