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Da una ricerca ScuolaZoo e Terre des Hommes emerge...
Perche la "Generazione Z"
boccia la scuola a distanza
MARINA CAPPA


I fratelli maggiori dei bambini Alpha sono i ragazzi della Generazione Z, che comprende i nati fino alla fine degli anni Duemila. Adolescenti che prima della pandemia andavano a scuola, frequentavano gli amici, erano sempre attaccati ai device elettronici. Come hanno reagito a lockdown e elearning? I dati arrivano da un’altra ricerca, commissionata da Terre des Hommes e ScuolaZoo.
Uno su 2 dei 5.000 intervistati in Italia ha dichiarato che la clausura lo ha reso "più triste", a fronte di un misero 4% che si è sentito più felice. Interessante il dato tecnologico, perché il 62% dei ragazzi non ha intenzione di proseguire con i rapporti virtuali via chat, esprime invece il bisogno di incontrare gli amici dal vivo: ciò che non avevano ottenuto tutti gli adulti preoccupati per come i social avevano sostituito la socialità forse avverrà "grazie" al virus. Quanto ai social: non sono stati quelli le fonti d’informazione sulla pandemia, bensì le televisione (88%) e i siti d’informazione (58%). Per quello che riguarda invece la scuola online, quasi tutti la bocciano e sebbene il 97% degli intervistati la abbia frequentata, solo 2 su 10 pensano che - una volta tornati nei ranghi - l’insegnamento a distanza possa essere utile. Ma nel tempo che restava libero dalla consultazione angosciosa di statistiche e morti, e dagli appuntamenti con i prof su Zoom o altre piattaforme, che cosa faceva la Generazione Zeta? Guardava film (73%) praticava e-sport (52%) e scopriva persino (42%) una passione per la cucina.
17.05.2020


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