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Si rinnovano le flotte ma non sono per niente ecologiche
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In Ticino arrivano nuovi bus
per gli elettrici 'è prematuro'
ANDREA STERN


Entro il 13 dicembre le Fart (Ferrovie e autolinee regionali ticinesi) concluderanno la messa in servizio di 36 autobus nuovi di zecca. Nuovi per modo di dire. Saranno tutti con motori diesel. Per la stessa data la Tpl (Trasporti pubblici luganesi) prevede di completare il proprio parco veicoli con nove bus articolati. Definiti "di ultima generazione", funzionano anch’essi con... il vecchio diesel. "Un’altra volta - osserva Bruno Storni, vicepresidente nazionale dell’Associazione traffico e ambiente (Ata) - il Ticino si dimostra inspiegabilmente in ritardo. In molte altre città svizzere si sta puntando sui bus elettrici. Noi siamo fermi ai veicoli diesel. È vero che i modelli recenti sono più puliti, ma restano comunque inquinanti".
Un bus articolato a diesel consuma più di 50 litri ogni 100 chilometri. Eppure viene ancora oggi considerato più economico rispetto alla versione elettrica. Soprattutto perché costa meno all’acquisto. In media 500mila franchi contro 1 milione per l’e-bus e 2 milioni nella versione a idrogeno. "Ma il calcolo andrebbe fatto sul lungo termine - afferma Storni -. Un bus non è come un’automobile che viene usata magari solo mezz’ora al giorno. I bus di linea circolano da mattina a sera, ininterrottamente, tutti i giorni. Sono mezzi che arrivano facilmente al milione di chilometri".
Vanno quindi considerati i consumi. "Come anche la manutenzione - aggiunge Storni -, che per i bus elettrici è molto più semplice". Fatte tutte le somme, il risultato appare chiaro. "Sulla durata di vita - sentenzia Storni - il bus elettrico costa meno". Una tesi che trova conferme. Per esempio a Sciaffusa, la prima città svizzera ad aver deciso di sostituire tutta la flotta diesel con bus elettrici. Nel novembre 2019 i cittadini hanno approvato con una maggioranza del 54% la proposta del Municipio di investirvi 58 milioni di franchi. "Inizialmente i bus elettrici con tutta l’infrastruttura - spiegò il municipale Daniel Preisig - sono più cari dei bus con motore diesel, ma poi l’esercizio costa meno. Abbiamo calcolato che già dopo 11 anni la flotta elettrica risulterà meno dispendiosa di una a diesel". I primi due bus elettrici sono arrivati a Sciaffusa in agosto. È dunque prematuro trarre delle conclusioni. Ad ogni modo anche in Ticino si giura di non voler assolutamente chiudere la porta ai mezzi ecologici. Nonostante i recenti acquisti a diesel, sia le Fart sia la Tpl sostengono di prevedere in futuro un passaggio all’elettrico.
Le Fart, al momento di motivare l’acquisto di 36 bus a gasolio, hanno esibito uno studio della Supsi secondo cui a oggi "non esistono le condizioni per un abbandono anche solo parziale della trazione diesel". Le simulazioni avrebbero infatti dimostrato l’esistenza di molteplici problemi dal profilo pratico. Tuttavia le Fart assicurano di voler risolvere le criticità evidenziate dallo studio della Supsi in modo da diffondere gli e-bus anche nel Locarnese. Lo sguardo è puntato al 2030.
astern@caffe.ch
21.11.2020


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