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Nel nuovo Devoto Oli lo specchio della società che cambia
Immagini articolo
Droplet, cindia e cisgender
al posto di addoparsi e...
PATRIZIA GUENZI


Come chi ha una Maserati ma la lascia sempre ferma in garage o chi ha un armadio di abiti bellissimi ma indossa solo jeans e t-shirt, lo stesso atteggiamento abbiamo nei confronti della lingua italiana. Un patrimonio immenso che soltanto parzialmente usiamo. Per ignoranza ma anche per pigrizia. Perché la maggior parte di noi fa di uno strumento così prezioso soltanto un uso superficiale. E allora, opere come il Devoto Oli, la versione 2021 digitale del celebre dizionario, si rivela un ottimo mezzo per diventare più competenti e padroneggiare sempre più parole. Un interessante spaccato della realtà contemporanea, uno straordinario testimone del nostro tempo.
Seicento le parole nuove oltre a nuovi significati presi come il solito dal linguaggio dell’attualità. Tanti i neologismi in questa nuova edizione, a conferma dell’eccezionalità dell’anno che stiamo vivendo, un anno che segnerà un’epoca, che resterà nella memoria di tutti a causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, per cui fanno la loro entrata Covid-19, lockdown, distanziamento sociale, spillover, droplet, autoquarantena, quarantenare, tamponare, biocontenimento, cisgender. Per la politica troviamo invece climaticida, denatalista, dublinante, immigrazionismo; per l’economia e la finanza bull market e bear market, tassa digitale, ecotassa, microfinanza, micromanager; per la cultura e i mass media infodemia, contact tracing, deepfake. E poi gerghi e modi di dire come sbarazzo, sbrilluccicare, scaffalista, nuove mode e tendenze come aquapole, aperisushi, fooding, dorayaki.
“Il ruolo di un vocabolario, in sostanza, è proprio quello di riconoscere che rispetto a prima qualcosa è cambiato e che continua a cambiare - spiega il sociologo Albergo Terzi -. Il vocabolario è dunque lo specchio di una realtà in costante evoluzione, che mette in risalto i mutamenti della società”. A tal proposito, prendiamo l’esempio di famiglia, di come sia cambiata negli ultimi dieci anni questa parola. Non per niente nel vocabolario è stato aggiunto “di norma”, il che indica che all’origine può non esserci necessariamente un vincolo matrimoniale, così come è stato eliminato il concetto di famiglia uguale “prendere moglie”, che risale a un tempo in cui l’uomo era il capofamiglia.
Sono poi state aggiunte locuzioni che spiegano come oggi ci siano famiglie di fatto, arcobaleno, ricomposte... Altro esempio, prendiamo l’aggettivo “sconveniente”. Nella nuova edizione si legge “è sconveniente comportarsi così” al posto di “è sconveniente che una ragazza si comporti così”. Non è un dettaglio. Tutt’altro. E se ne trovano tanti altri dentro le 115mila voci, le 300mila definizioni e le 45mila locuzioni del vocabolario, chead ogni nuova edizione subisce una riscrittura quasi artigianale, in cui le parole vengono limate, si sostituiscono espressioni del passato che magari potrebbero ferire le sensibilità di oggi. “Pensiamo di essere sempre uguali ma invece cambiamo ogni giorno e nelle nostre interazioni abbiamo bisogno di andare a definire quel qualcosa di nuovo”, sottolinea Terzi.
Massima attenzione anche, e non poteva essere diversamente, ai cambiamenti sociali e culturali dunque. Dalle questioni di genere alle discriminazioni razziali, dai temi ambientali all’impatto della tecnologia sulle nostre vite. Dentro il nuovo Devoto Oli c’è un immenso lavoro di tagli e ricuciture. Voci eliminate, modificate, corrette, aggiunte. Basti pensare a termini come “negro” o “razza”, a come venivano usati negli anni Cinquanta e a come sono stati rivisti dopo decenni di lotte, battaglie per i diritti civili e scoperte scientifiche.
p.g.
21.11.2020


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