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Michel Ferrise sul rapporto tra marketing e coronavirus
"Manca solo la famiglia
Mulino bianco in mascherina"
ANDREA STERN


Attenti alle controindicazioni. "La pubblicità deve fare sognare - sottolinea Michel Ferrise, titolare dell’omonima agenzia di comunicazione -, deve creare delle emozioni e spingere all’acquisto. Non sono così sicuro che inserire il virus nei messaggi pubblicitari aiuti a raggiungere questi obiettivi".
Perché il virus, da qualsiasi parte lo si voglia guardare, resta qualcosa di negativo. "Siamo già bombardati da una miriade di informazioni sulla pandemia - osserva Ferrise -, ovunque ci voltiamo sentiamo parlare di contagi, distanziamento sociale, ospedali pieni e via dicendo. La gente è preoccupata ma anche stanca. Ovviamente la pubblicità non può far finta che non stia succedendo nulla. Ma deve riuscire a fare i conti con la pandemia nel modo più delicato possibile".
Quindi è giusto evitare di mostrare assembramenti di persone, abbracci o strette di mano ma non è indispensabile che negli spot tutti indossino la mascherina. "Ci manca solo di vedere la famiglia del Mulino Bianco con la mascherina - replica Ferrise -. Ormai è diventata un accessorio, come gli occhiali. Ma è un accessorio che quasi nessuno indossa con piacere".
La mascherina non è insomma un’immagine positiva. "Se qualcuno la inserisce nella pubblicità - prosegue Ferrise - avrà i suoi buoni motivi. Posso capire ad esempio l’azienda attiva in un determinato settore che vuole trasmettere un’immagine di sicurezza. Ma in generale non credo che la mascherina sia una scelta azzeccata nella pubblicità. Perché appunto è qualcosa che la gente accetta, sì, ma con fastidio. Quindi non ha piacere di vederla". Del resto, nota Ferrise, anche al cinema sembrerebbe ancora innaturale vedere un film nel quale tutti i protagonisti indossassero la mascherina. "Chissà - dice -, magari in futuro sarà così. Spero di no. Ad ogni modo credo che la pubblicità debba riuscire a restare in qualche modo ‘esterna’ alla pandemia. La pubblicità deve continuare a emozionare e far sognare. A maggior ragione in un periodo difficile e grigio come questo per tutti".
a.s.
28.11.2020


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