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I due sistemi sono complementarli per la mobilità
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Idrogeno ed elettrico
sono alleati per l'ambiente
CLEMENTE MAZZETTA


Auto elettriche o a idrogeno? In verità non si tratta di soluzioni alternative. Perché si può utilizzare l’idrogeno per produrre energia elettrica. L’idrogeno infatti può bruciare in un motore a combustione interna, e in questo caso parliamo di auto a idrogeno (Hicev, Hydrogen Internal Combustion Engine Vehicle). Ma può anche reagire con l’ossigeno in una pila a combustione, o cella combustibile, producendo elettricità. In quest’altro caso di parla di auto a idrogeno Fcev (Fuel Cell Electric Vehicle). Detto altrimenti queste auto a idrogeno si definiscono tecnicamente elettriche perché utilizzano energia elettrica per muoversi. Anziché ricaricare la batteria, producono autonomamente l’elettricità che serve per muovere la vettura.  
La speranza è pertanto quella di poter far funzionare le automobili con l’idrogeno, che è un gas non presente in natura nella sua forma pura, ma che è facilmente reperibile. Combinato con l’ossigeno, è presente infatti nell’acqua. L’idrogeno è invisibile, inodore e atossico, più leggero dell’aria. Ma è anche un gas molto infiammabile che si porta appresso la tragedia del dirigibile Hindenburg   che nel 1937 prese fuoco e venne completamente distrutto, nel giro di circa mezzo minuto, mentre cercava di attraccare al pilone di ormeggio nel New Jersey.
Da allora la tecnologia ha però fatto passi da gigante; non solo si è "domato il gas", ma si è utilizzato per produrre energia elettrica e acqua nei programmi spaziali della Nasa negli anni Sessanta che hanno portato l’uomo sulla luna, successivamente nei viaggi degli Shuttle.
Attualmente i maggiori costruttori si sono indirizzati verso le auto a idrogeno Fcev. L’unione dell’idrogeno con l’ossigeno, come sappiamo, genera acqua ed è proprio vapore acqueo quello che viene "scaricato" dalle auto ad idrogeno. Un sistema compatibile con l’ambiente e che fa risparmiare. Le auto delle maggiori marche vengono date con un consumo medio di 1 kg di idrogeno per 100 km. Il comico italiano Bebbe Grillo utilizzò un furgone alimentato con questo sistema nel 1995; accese il motore si avvicinò al tubo di scappamento aspirandone  il vapore acqueo che ne usciva esclamando: "Esiste da trent’anni! Tengono il futuro chiuso nei cassetti". In verità il problema  sono i costi delle Fuel cell, le "celle a combustibile", ancora molto elevati oltre alle poche stazioni di servizio disponibili.
Al contrario di un veicolo elettrico, che deve essere ricaricato alla presa, uno a cella a combustibile a idrogeno viene rifornito con l’idrogeno presso una stazione di servizio che richiede impianti sofisticati (il rifornimento va fatto a pressioni elevate). I grandi costruttori stanno però già sperimentando grandi veicoli di trasporto con bombole di idrogeno compresso al posto del vecchio serbatoio. Le bombole pesano meno delle batterie elettriche. E il pieno si può fare in pochi miniuti. La strada è ormai tracciata. c.m.
28.11.2020


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