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La "green room" con l'insalata e i pomodori idroponici
Immagini articolo
L'orto a "Km zero"
coltivato con un'App
CLEMENTE MAZZETTA


Coltivare insalata, pomodori, zucchine in casa - a km zero -  e gestire quest’orto "tascabile", idroponico, senza terra quindi, sorvegliando la crescita delle verdure da remoto. Basta un semplice telefonino e scaricare un’App. Non c’è neanche bisogno del frigorifero. Si entra nella "stanza delle verdure", si prende un cespo d’insalata ed è fatta. L’idea semplice e futurista di Swissponic, la start-up ticinese che ha sviluppato un sistema di gestione per la coltivazione automatizzata in idroponica, è realtà.  
"Siamo in contatto con  una ‘green farm’ per un grosso investimento  europeo che intende valutare il nostro prodotto, e stiamo realizzando un orto idroponico di quartiere con la Pro Loco di Breganzona in collaborazione con la Città di Lugano. Sarà la prima green room cittadina. L’abbiamo chiamata Orto-365. Una stanza di 25 metri quadri, dove le piante cresceranno su scaffali a disposizione della gente del quartiere, ovviamente. Ma che avrà anche finalità didattiche. Pensiamo di raccogliere la prima insalata a maggio se tutto va bene", spiega  Rolf Endriss di Swissponic, che ha elaborato un sistema di controllo (una centralina) in grado di fornire l’ambiente ideale sia per la quantità d’acqua che per l’apporto di minerali, alla crescita delle piante.
"Siamo arrivati alla quinta versione del nostro sistema che prevede la gestione informatizzata di sensori e regolatori con una piattaforma cloud che controlla e gestisce la cultura anche da remoto - riprende Endriss -. A settembre, ultimate le procedure di sicurezza e di brevetto, saremo sul mercato con il nostro prodotto".
La coltivazione idroponica - fuori dal suolo - di per sé non è una novità: ci sono aziende che sul piano di Magadino coltivano pomodori e verdure con questa tecnica che, rispetto alla coltivazione tradizionale, utilizza il 90% in meno d’acqua e ancor meno antiparassitari, facendone un uso più mirato. "Grazie alla nostra tecnologia sarà possibile coltivare verdure tutto l’anno, regolando il Ph dell’acqua che viene portata nebulizzata alle radici delle piante; fornendo i nutrienti dall’azoto, al potassio, al fosforo; calibrando lo spettro della luce artificiale per la fotosintesi". In questo modo, senza pesticidi, sarà possibile realizzare un orto in casa, a km zero, con una produzione attiva per tutto l’anno "indipendentemente dai tassi di inquinamento ambientale esterni", sottolinea Rolf Endriss.
Un sistema "scalabile", ovvero adattabile alle piccole realtà, ma anche alle grandi. In grado di regolare l’ambiente ideale per orti urbani  domestici, di condominio, di quartiere così come di grandi vertical farm. Si tratta di fattorie realizzate in grandi capannoni con le piante che crescono su ripiani sovrapposti.
Un esempio di "vertical farm" è stato realizzato vicino a Milano, a Cavenago, da una start up analoga (Planet Farms). L’impianto si sviluppa su 9mila metri quadrati ed è dotato di un sistema capillare di sensori che sorvegliano i parametri ambientali, temperatura, umidità relativa, luce, qualità di aria e acqua. Sensori in  grado di  monitorare sia la crescita delle piante in tempo reale sia la qualità del prodotto. L’obiettivo - inaugurazione in primavera - è produrre 800 tonnellate l’anno di insalata e basilico. "Il discorso che facciamo noi - conclude Endriss - è molto ampio: non è solo una questione alimentare ma può interessare le piante esotiche, i fiori, le radici che difficilmente potrebbero crescere qui e che possono essere utilizzate in biomedicina".  
c.m.
27.02.2021


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