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Utilizziamo 15-20 detersivi diversi e roviniamo il pianeta
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Fanno brillare le nostre case
ma fanno danni all'ambiente
PATRIZIA GUENZI


Sono anche i piccoli gesti casalinghi quotidiani a fare la differenza. Lavare i piatti, i panni, i pavimenti, bagni e wc, dare una rinfrescata al tessuto del divano, ai tappeti, profumare l’ambiente. Le nostre casa saranno pulitissime, ma attraverso lo scarico del lavello la schiuma e il sapone arrivano molto lontano, mettendo a rischio la salute dell’ambiente acquatico e non solo. Stando a una recente ricerca pubblicata su Nature, i detersivi usati per le pulizie casalinghe possono essere più inquinanti delle auto che sfrecciano sulle strade del mondo. Inquinanti a causa della loro composizione per nulla ecologica e per i derivati del petrolio presenti. Greenpeace ha rilevato che dal 1930 ad oggi sono state prodotte oltre 400 milioni di tonnellate di sostanze chimiche generate proprio dai prodotti che usiamo per pulire in casa.
Una famiglia usa in media tra quindici-venti prodotti chimici diversi, troppi!, causando involontariamente danni agli ecosistemi terrestri e soprattutto marini. Senza calcolare l’uso spregiudicato di questi prodotti, dovuto a una non corretta idea di pulizia e igiene, che ricade direttamente sull’ambiente domestico, quindi sulla nostra stessa salute. Troppo facile pensare che siano solo gli scarichi industriali i responsabili dell’inquinamento delle acque. Prendiamo solo la candeggina (o varechina, agente principale di molti detergenti domestici). Utilizzata pura è una preziosissima alleata per le pulizie di casa. Disinfetta, sgrassa e sbianca. Una mano santa per tutte le casalinghe. Purtroppo è altamente nociva per tutti gli esseri viventi acquatici e non. Non per niente il contatto diretto è pericoloso, può provocare danni alla cute, agli occhi o alle vie respiratorie se inalato. Tanto che l’Ufficio federale della sanità consiglia di "maneggiarla" indossando guanti e occhiali durante le operazioni di pulizia.
Certo, negli anni s’è fatto molto. Numerosi prodotti non sono più in commercio, la loro composizione è più rispettosa dell’ambiente. "In Svizzera sono parecchie le restrizioni riguardo a ciò che i detergenti non possono contenere, come i fosfati, ad esempio, o alcuni acidi", sottolinea Sergio Gobbin, titolare di Ecosfera, che tra le altre cose si occupa anche di ambiente, perizie tecniche e consulenze. Ma in giro si trovano comunque prodotti pessimi dal punto di vista ambientale.
Insomma, molto bisogna ancora fare. È anche una questione di responsabilità civile. Non basta comperare un prodotto con un’etichetta verde o leggere che la formulazione è ecologica, per mettersi la coscienza a posto. Non basta. L’alternativa green dev’esserlo per davvero. Un’alternativa ricca, c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. Senza parlare di tutti quei detersivi cosiddetti "fai da te", fatti in casa, con prodotti naturali (vedi qui a destra).
Tornando ai pericoli legati all’utilizzo di certi prodotti, uno degli errori più comuni è quello di affidarsi ai disinfettanti. Che danno tanto l’impressione di mettere al riparo la nostra casa, e quindi in nostri cari, da batteri, microrganismi e germi vari. È però ampiamente dimostrato che i prodotti che disinfettano possono essere nocivi. Inoltre, l’uso frequente di detergenti disinfettanti sviluppa una resistenza ai batteri. Senza citare il fatto che questi agenti spesso contengono ingredienti che possono influenzare il nostro sistema ormonale o la tiroide e causare quindi problemi di salute.
I detergenti naturali di solito non contengono agenti antibatterici o ne contengono in minime dosi e per questo motivo non sono problematici.
p.g.
27.02.2021


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