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L'eolico ha un grande potenziale anche in Svizzera
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Come il vento delle Alpi
si trasforma in energia
ANDREA STERN


Entro il 2050 l’energia eolica dovrà coprire il 7% dell’intero fabbisogno di elettricità in Svizzera, negli auspici del Consiglio federale. Oggi siamo solo allo 0,2%. "L’obiettivo è sicuramente molto ambizioso - osserva Edy Losa, responsabile produzione energia di Aet e direttore del Parco eolico del San Gottardo -, soprattutto in considerazione delle difficoltà che si incontrano in Svizzera per posare delle nuove pale".
Al San Gottardo ci sono voluti sedici lunghi anni per superare ricorsi e opposizioni. Ma dallo scorso mese di novembre, finalmente, le cinque pale hanno iniziato a girare. "Siamo ancora nella fase di rodaggio - spiega Losa -, ma possiamo dire che il sistema funziona. Abbiamo già prodotto i nostri primi GWh di energia".
A pieno regime, l’impianto dovrebbe garantire la copertura del fabbisogno energetico di circa 4mila economia domestiche. "Il grande vantaggio dei parchi eolici - afferma Losa - è che la produzione di energia avviene soprattutto in inverno, quando il fotovoltaico rallenta, come anche di notte, quando il fotovoltaico si ferma. I due vettori possono così completarsi a vicenda".
Un mix vincente che, unito all’idroelettrico, potrebbe consentire al Ticino di superare indenne l’abbandono delle energie fossili. "Fra questi tre vettori - riprende Losa - quello con il maggior potenziale di sviluppo è comunque il fotovoltaico. In Ticino il sole non manca e la posa dei pannelli è relativamente semplice da realizzare a livello di permessi di costruzione".
L’idroelettrico invece è ormai praticamente a saturazione. "È sicuramente il sistema più economico - nota Losa -, perché si appoggia a grossi impianti che garantiscono un costo al chilowattora più basso. Inoltre, a differenza di solare e eolico, l’idroelettrico offre il grande vantaggio di poter stoccare l’energia per i momenti di maggior fabbisogno. Però in Ticino il potenziale dei corsi d’acqua è già ben utilizzato, difficilmente si potrà fare molto di più, anche se si sta valutando l’innalzamento di alcune dighe per aumentare la produzione invernale".
Il vento invece soffia ancora indisturbato, senza che nessuno lo intercetti. "Però per realizzare un parco eolico - spiega Losa - è necessario anche che ci siano un collegamento stradale e l’allacciamento alla rete elettrica, oltre al vento costante. Ed è estremamente difficile trovare dei posti in Ticino che rispettino tutte queste condizioni".
Si potrebbe obiettare che a Bellinzona, ad esempio, ci sono sia il vento, sia le strade, sia gli allacciamenti. "Ma il vento in pianura non è abbastanza forte - afferma Losa -. Già ad Airolo avevamo fatto un esperimento con una piccola pala eolica ma ci eravamo resi conto che la produzione era veramente minima".
Per essere sostenibile alle nostre latitudini, un parco eolico deve avere una certa dimensione e trovarsi ad alta quota. "Qui in Ticino - aggiunge Losa - è solo in montagna che il vento ha una forza e una costanza sufficienti. Senza contare che sarebbe alquanto azzardato proporre alla popolazione delle pale eoliche in pianura, vicino alle abitazioni".
Bisogna quindi guardare alle alture. Dove si trovano buona parte degli attuali 38 impianti eolici svizzeri. "Per coprire il 7% del fabbisogno energetico - calcola Antonio Bader, managing partner di Powergia - bisognerebbe posare 1750 nuove pale eoliche. O magari qualcuna meno, se si riuscisse a migliorarne ulteriormente la potenza". Sono comunque tantissime. "Ho i miei dubbi - prosegue Bader - che sia fattibile".
Ma è giusto provarci. "D’altra parte - riprende Bader - a livello di energia eolica la Svizzera è talmente indietro che può soltanto migliorare. Non raggiungeremo paesi come la Germania o l’Olanda, che possono realizzare progetti immensi sul mare o sulle distese. Ma anche noi abbiamo un ampio margine per sviluppare questa fonte energetica, che è tra le più economiche e soprattutto le più pulite che ci siano".
a.s.
06.03.2021


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