function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Nel Paese monta la protesta per un paesaggio rovinato
Immagini articolo
In Grecia isole minacciate
da una foresta di pale
MATTIA MARZORATI DA CEFALONIA (GRECIA)


Nell’ottobre scorso una nave proveniente dalla Germania è rimasta bloccata al porto di Sami, sull’isola di Cefalonia. Alcune centinaia di residenti hanno occupato la banchina giorno e notte, opponendosi allo scarico di 4 turbine eoliche e costringendo il cargo a fare rotta verso la Grecia continentale. L’imponente programma di conversione enrgetica portato avanti dal governo guidato da Kyriakos Mitsotakis costituisce un’attraente opportunità per il rilancio del Pil ma, al contempo, ha enormi ripercussioni sul paesaggio e sulla società.
L’obiettivo è quello di far diventare la Grecia un "hub energetico" in grado di esportare energia in altri Paesi europei, con il duplice vantaggio di diversificare un’economia fortemente dipendente dal settore turistico. I 67 Gw prodotti da fonti "rinnovabili" entro il 2030 sono una previsione più che mai realistica alla luce degli accordi siglati fino a pochi mesi fa e supererebbero di circa dieci volte il limite minimo fissato dall’Ue. Ma la strada è tutt’altro che in discesa: la confisca di terreni privati e l’appalto, in tempi record, di progetti multimilionari ad aziende estere sta trovando un’opposizione sempre più compatta da parte degli abitanti delle aree interessate. Le migliaia di turbine necessarie sono concentrate nelle aree montane e sulle isole, luoghi in cui il paesaggio e l’ambiente hanno un ruolo fondamentale per chi ci vive. L’installazione di una turbina, alta circa cento metri, prevede il livellamento della cresta della montagna, la costruzione di una rete stradale di grandi dimensioni per l’arrivo dei mezzi pesanti e una profonda colata di cemento che rimarrà per sempre.
"Non si salva l’ambiente distruggendo l’ambiente", è una delle frasi ripetute da chi è convinto che la sostenibilità dell’eolico andrebbe fortemente messa in discussione. Sull’isola di Evia, dove si dovrebbe concentrare circa la metà dell’intera produzione energetica del Paese, già esistono i primi "cimiteri". Le turbine hanno una vita utile di circa 25 anni e non essendo composte di materiali riciclabili vengono deposte in enormi discariche o, più semplicemente, abbandonate. La legislazione recente consente l’avvio dei lavori in circa 3 mesi dalla presentazione del progetto, esclude quasi totalmente il parere delle comunità e permette la "cementificazione" ovunque, perfino nelle aree di interesse comunitario a protezione speciale Natura 2000.
E l’assenza di una vera regolamentazione preoccupa per i suoi effetti a breve e lungo termine. A Cefalonia gli abitanti sono convinti, sostenuti dagli studi di alcuni ricercatori, che le terribili alluvioni degli ultimi anni siano aumentate per frequenza e devastazione a causa degli stravolgimenti idrogeologici che le turbine hanno portato. I materiali di scavo abbandonati in cumuli sulle montagne, infatti, sarebbero stati rovesciati a valle con estrema facilità dalle forti piogge.
Nelle foreste di Evia decine di incendi sono scoppiati in prossimità dei cavi di alta tensione necessari per il trasporto dell’elettricità. Inoltre, le principali mete per il turismo alternativo sono messe a rischio dall’espansione, oltre gli attuali limiti di legge, dei parchi eolici e la loro vicinanza con alcuni centri abitati ha spinto diverse persone ad abbandonare il luogo di nascita, disturbate dal rumore e dall’inquinamento luminoso.
Il consenso della popolazione locale viene spesso cercato attraverso il pagamento di somme di denaro più o meno consistenti da parte delle aziende costruttrici in favore dei piccoli comuni ma la presenza sempre più massiccia dei Mat (la polizia antisommossa greca) durante le operazioni di scarico e installazione delle turbine è eloquente di una profonda spaccatura fra autorità, cittadini e all’interno della stessa opinione pubblica.
06.03.2021


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Luna e Marte nuove mete
di imprenditori visionari
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Predicatori e Stato islamico
tra i guerriglieri della costa
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Quei pochi cristiani in Iraq
tra le macerie di sé stessi
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il mondo ha 44 sovrani
ma i "regni" contano poco
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Una Greta, tante Grete
per difendere l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Londra,
omaggio
al principe
Filippo

La polveriera
Belfast
pronta
a scoppiare

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00