L'opinione di Bixio Caprara, direttore del Csn di Tenero
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"Senza attitudine
il talento non basta"
OMAR RAVANI


Alla base di ogni discorso sugli sportivi di alto livello c’è sempre il talento, condizione indispensabile senza la quale tutto il resto cade. Dopodiché spesso a fare la differenza è l’attitudine. Oggi ancora più di qualche decennio or sono". Bixio Caprara, direttore del Centro sportivo nazionale (Csn) della gioventù di Tenero, è convinto che per poter spiccare il volo in un ambiente competitivo serve anche la predisposizione al sacrificio. "Il giovane deve innanzitutto essere cosciente che se si trova inserito in un programma di sviluppo di una federazione sportiva è perché su di lui si fa affidamento - continua Caprara -. E in questo caso si parla di diversi tipi d’investimento. Per assicurargli le condizioni ideali, gli si mettono a disposizione non solo infrastrutture di prima qualità, ma anche tecnici professionisti, che alle varie federazioni costano cifre importanti. L’atleta deve capire che su di lui ci sono delle attese".
L’errore da non compiere, però, è quello di mettere troppa pressione sul giovane, facendolo sentire in colpa se le cose non vanno secondo le attese all’inizio del suo percorso formativo. "Indubbiamente è un aspetto di cui tener conto - conferma Caprara -. Occorre ricordare che sono pochi quelli che riescono a raggiungere i massimi livelli. L’importante è che l’atleta dia sempre dimostrazione del massimo impegno. Poi a decidere a volte sono fattori indipendenti dalla volontà dei ragazzi".
Uno di questi è, ad esempio, l’appoggio della famiglie, che è fondamentale. "Direi indispensabile, anzi insostituibile. Mi piace ripetere che lo sponsor numero uno di ogni giovane atleta è proprio la famiglia. E senza soffermarci al solo discorso finanziario, che non è il primo da affrontare - aggiunge Caprara -. Quando torna a casa, il giovane deve poter trovare il giusto ambiente, che sappia farlo sentire a proprio agio in ogni circostanza".
Oltre che nel rapporto coi familiari, il talento deve potersi confrontare con ragazzi che hanno le sue stesse predisposizioni. "Solo così sarà stimolato a dare il meglio di sé - osserva il direttore del Csn -. È importante che si riesca a capire che, una volta individuata la perla rara, la stessa deve potere essere ‘lavorata’ nelle migliori condizioni possibili, mettendo da parte gli egoismi". Ed è proprio in un centro come quello di Tenero che si trovano i presupposti ideali. "È importante che esistano realtà come quella del Csn, dal momento che concentrare le forze è indispensabile - aggiunge Caprara -. Anche perché in una realtà del genere si possono valutare diversi scenari. Si può, ad esempio, pensare di assumere un preparatore atletico che si occupi di più discipline o un coach mentale che insegni ai futuri campioni l’approccio psicologico". Un avvicinamento che oggi non può più essere basato solo sulla preparazione sportiva. "Nei corsi che noi teniamo durante gli incontri di ‘Tutti i talenti a Tenero’, ci sono lezioni che riguardano proprio il contatto con media e social network. Questo concernerà però solamente una piccola minoranza di ragazzi, quelli che diventeranno protagonisti dopo le varie selezioni", precisa Caprara. A proposito di scremature, la prima variabile è certamente rappresentata dall’età. "Ogni atleta ha uno sviluppo diverso, ma l’esplosione dovrebbe avvenire tra i 18 e i 22 anni. Sono rarissimi i casi in cui accade prima o dopo - conclude Caprara -. Lo sbocciare del talento è conseguenza dello sviluppo armonico di molti fattori. In primis c’è la predisposizione, ma il sacrificio e la volontà assumono sempre di più un ruolo imprescindibile".
18.12.2016


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