Ecco le favorite e le possibili sorprese nella corsa al titolo
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Le carte "scoperte"
delle otto ai playoff
MASSIMO SCHIRA


Presi nella loro cruda e semplice freddezza, i numeri emersi dopo 50 partite di regular season nell’hockey svizzero non lascerebbero presagire altro che una corsa per il titolo ridotta ad un affare tra Berna e Zurigo . Ai playoff iniziati ieri, sabato, infatti, le due capofila del campionato arrivano con un "margine statistico" notevole rispetto alla concorrenza. Attenti, però, perché nell’hockey i numeri dicono molto, ma non tutto. Perché non tengono conto dell’evoluzione e delle variabili che possono avere grande peso sul ghiaccio.
Un esempio su tutti riguarda la sfida dei quarti di finale tra Zurigo e Lugano. Se gli zurighesi arrivano allo scontro con i favori del pronostico, vanno evidenziati alcuni aspetti "in controtendenza" nelle prestazioni della formazione dello svedese Hans Wallson. Ad iniziare dalle difficoltà nelle situazioni speciali, con power play e penalty killing con medie da formazione sotto la linea. Una "breccia" nella corazzata zurighese di cui il Lugano potrebbe anche approfittare. I bianconeri sono infatti ben più efficaci con l’uomo in più sul ghiaccio e concedono meno rispetto agli Zsc anche in situazione di inferiorità numerica. La super difesa zurighese è particolarmente a suo agio in 5 contro 5, proprio una situazione in cui - secondo le cifre - soffre quella luganese. Eppure le ultime partite, anche in questo senso, hanno mostrato un’inversione di tendenza piuttosto marcata, con la formazione rimodellata da Greg Ireland a subire solo 7 reti nelle ultime 5 partite. Una media di 1,4 gol subiti a partita che indica come la via imboccata sia diversa rispetto a quella percorsa durante il resto della stagione, dove la media di gol incassati è stata "da playout", ossia 2,3 reti a partita.
Le carte in tavola, insomma, nei playoff possono cambiare in maniera piuttosto repentina. Senza dimenticare come l’altra grande favorita, ossia il Berna, abbia basato molte delle sue fortune offensive su un numero limitato di giocatori: Genoni, Arcobello, Untersander e Blum su tutti. Ma se questi dovessero calare con l’avanzare del "post season", ecco che anche in casa bernese la corsa al "bis" in campionato potrebbe complicarsi. Una situazione ideale per le outsider. Con lo Zugo, forte di una difesa solida e un portiere, Tobias Stephan, in stato di grazia, che ricopre certamente il ruolo di potenziale protagonista. Anche perché nella Svizzera centrale giocatori come Martschini, Diaz e Suri, oltre agli stranieri, possono crescere sensibilmente.
Un discorso simile può essere fatto anche per il Davos, vera e propria mina vagante dei playoff dopo una regular season di alti e bassi. I grigionesi di Arno Del Curto hanno dimostrato nell’ultimo periodo di campionato di essere in grado di cambiare marcia. Le sorprese in casa gialloblù non sono quindi da escludere e attenzione va certamente prestata anche al camaleontico Ginevra di Chris McSorley. Un po’ in calo sembrano invece le quotazioni di Losanna e Bienne, squadre che, tutto sommato, possono considerarsi soddisfatte per il percorso in campionato. Entrambe erano candiate a lottare per un posto tra le prime 8, posto che, tutto sommato, hanno conquistato con un certo agio.
Per concludere, riecco il Lugano. Che spera vivamente di ritrovare la verve realizzativa dei vari Klasen, Brunner e Martensson, oltre che, magari, di scoprire il "vero volto" dell’oggetto misterioso Patrick Zackrisson…
05.03.2017


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