L'85ma edizione della Le Mans con l'incognita del caldo
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Per Toyota e Porsche
un duello lungo 24 ore
MASSIMO SCHIRA


Quanto la 24 ore di Le Mans sappia essere imprevedibile e, per certi versi, estremamente crudele, lo si è visto 365 giorni fa. Quando, a 5 minuti dal termine, proprio nel corso dell’ultimo giro, la Toyota leader della gara ha smesso di funzionare. Gettando nello sconforto il team giapponese dell’elvetico Sébastien Buemi e lanciando un altro svizzero, Neel Jani e la sua Porsche verso il diciottesimo successo a Le Mans per la casa di Stoccarda. Dire che ieri, sabato, alle 15 le due Toyota sono scattate dalla prima fila, insomma, è poco importante ai fini di chi, oggi, salirà sul gradino più alto del podio.
Le strategie messe in atto per la "gara dell’anno" nel mondo delle corse Endurance sono state molto diverse tra i due principali contendenti. Toyota, con la sua Ts050 Hybrid in primo luogo ha scelto di portare sul circuito della Sarthe, lungo oltre 13 chilometri, tre vetture. Puntando molto sulla velocità, come dimostrato dalla strepitosa pole position ottenuta da Kamui Kobayashi con il record del circuito, percorso a 252 chilometri orari di media. Porsche, da parte sua, ha immediatamente capito che, forse, il confronto sulla velocità pura sarebbe stato perso. Anche perché nelle prime gare del Mondiale le indicazioni in questo senso sono state chiare con il successo di Toyota sia a Silverstone, sia a Spa Francorchamps. Quindi dalle parti di Weissach si è scelto di puntare sulla costanza e sull’esperienza.
La variabile della gara potrebbe essere rappresentata dall’insolita calura sul circuito di Le Mans, dove il termometro ha superato ampiamente i 30 gradi. Per le gomme, per l’affidabilità e soprattutto per le strategie, una vera incognita. Nelle altre categorie, grandissimo interesse per la classe LmGtePro, dove a contendersi il successo troviamo Ferrari, Corvette (con al via anche lo svittese Marcel Fässler), Aston Martin e Porsche.
18.06.2017


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