Tzvetana Messerli, ballerina 74enne, che gira la Svizzera
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"Con il mio tutù danzo
cercando la giovinezza"
ANDREA BERTAGNI


Tutù rosa e ballerine bianche, Tzvetana Messerli danza per le strade della Svizzera sulle note di un adagio in sol minore di Tomaso Albinoni e Remo Giazotto. "Danzare mi rende felice - dice con voce squillante - e mi fa anche bene alla salute".
C’è da crederle. Tzvetana Messerli non è una ballerina alle prime armi. Ha 74 anni. E un fisico ancora atletico. Altrimenti non riuscirebbe a completare il suo balletto, che dura più di 7 minuti.
Che sia primavera, estate o autunno non importa. Lei, balla sempre. Sceglie una strada che le sembra adatta. Accende il registratore e il sipario si alza. Magari accade davanti a un negozio. Altre volte in una piazza.
Solo in inverno si prende una pausa. "Quando la temperatura scende sotto i 10 gradi - spiega - ci rinunicio". A malincuore, verrebbe da dire. Anche perché per Tzvetana danzare è quasi tutto. Una passione iniziata quando era bambina in Bulgaria. Grazie anche alla madre che di professione era cantante. Il padre, docente di chimica e biologia, non è invece stato così determinante nella sua carriera.
"Ho frequentato una scuola di balletto fino all’adolescenza, poi ho continuato da autodidatta", puntualizza con orgoglio. Trasferitasi in Svizzera, e più precisamente a Berna, dove si è sposata, non si è più fermata. Berna, Basilea, Neuchâtel, Ginevra, Bienne. Tzvetana percorre il Paese in lungo in largo.
"Sono venuta anche in Ticino, ad Ascona - precisa, sorridendo - è stato bello, anche se ho avuto alcune discussioni con la polizia, che non capiva cosa stessi facendo e perché: ci tornerò comunque sicuramente l’anno prossimo".  
Chi la osserva danzare per strada, il più delle volte rimane a bocca aperta. "Molti si avvicinano per farmi i complimenti - prosegue - cominciano a parlarmi, a raccontarmi delle loro passioni, altri mi danno da bere e da mangiare, qualcun altro qualche spicciolo". Soldi che Tzvetana reinveste nella danza, rinnovando il suo guardaroba e soprattutto le scarpe. "Si rovinano molto sull’asfalto, non posso farci niente, vanno cambiate spesso".
Poco lontano, suo marito Ernest, che di anni ne ha 85 e a volte l’accompagna, ricambia lo sguardo. Che, poco dopo, si sposta sui suoi lunghi capelli bianchi. Sì, Tzvetana sembra davvero una protagonista di un romanzo d’altri tempi. Di quelli che vivono su una nuvola e fanno felici chi gli sta attorno. "Ballare è come una terapia per il buonumore - afferma - che dà nutrimento all’anima e al corpo". Ernest, barba bianca e ciuffo ribelle, annuisce soddisfatto. Tocca a lui spegnere e accendere il registratore, quando la moglie si esibisce. È la sua spalla. E sembra andarne fiero.
Un’energia che si espande anche ai passanti. Come a Genova, che Tzvetana ha voluto raggiungere per diffondere un po’ di serenità agli abitanti, colpiti dal crollo del ponte Morandi. "Ho danzato sulla passeggiata della città, mi è sembrato giusto andarci, dopo tutto quello che è successo". Chissà se ha diffuso buonumore anche lì. Sicuramente sì.
Tzvetana si allontana un attimo. Quando torna ha sottobraccio un thermos. "Ogni giorno bevo almeno tre tazze di thé Jiao-gulan - afferma - sono come un elisir della giovinezza: quando ballo mi sento 30 anni di meno".
Ecco perché non esiste la parola vergogna. O neppure imbarazzo quando si esibisce per strada. Tutto il resto non esiste. Si spegne.
A vivere è solo la sua voglia di liberà e di movimento. Un movimento in punta di piedi e piroette. Che l’ha portata a compiere centinaia di chilometri in giro per il nostro Paese. Dove ha già tanti fan. Che la conoscono e l’apprezzano. E forse provano anche un po’ di invidia per una donna che non ha mai smesso di seguire il suo cuore. Vero motore della vita. E della giovinezza.

abertagni@caffe.ch
02.12.2018


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